CO2 ad oltre 400 parti per milione…mai così alta da 3 Milioni di anni

Gia dai mesi di aprile e maggio 2013 nella stazione meteorologica di Mauna Loa(lontana da qualsiasi perturbazione locale umana e non) è stata osservata e superata la soglia di 400 parti per milione di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre.
Tale dato è molto importante e significativo dal momento che era da più di 3 milioni di anni che nell’atmosfera terrestre non si raggiungeva tale valore.
Secondo le indagini geochimiche l’ultima volta che si erano toccati livelli comparabili di CO2 simili a quelli attuali è stato durante il Pliocene,circa 5 milioni di anni fa, quando la nostra specie non era ancora comparsa, la Terra era più calda di 2-3 gradi rispetto a oggi e i livelli marini più
elevati di 25 metri
.

Se noi proviamo dare uno sguardo all’andamento della CO2 negli ultimi 65 milioni di anni proveniente dai gusci di foraminiferi oceanici ci accorgiamo che vi sono stati periodi come per esempio tra paleocene ed eocene dove le concentrazioni di questo gas erano enormemente superiori rispetto quella attuale e del pliocene.
Mentre possiamo notare come il valore di 400ppm raggiunto pochi mesi fa si avvicini al massimo valore toccato durante il periodo pliocenico.

Di seguito vorrei riportare un’immagine che rappresenta la differenza di temperatura tra il clima pre-industriale e quello pliocenico.Noteremo come una maggiore presenza di CO2 ben si correli con temperature più elevate del pianeta durante il periodo del medio pliocene.

Ecco quindi che possono cominciare a sorgere timori riguardanti il cambiamento climatico nei prossimi decenni visto che la concentrazione di CO2  si sta avvicinando sempre più verso il massimo pliocenico.
Può tale immagine riguardante le temperature superficiali plioceniche suggerire come potrebbe diventare il clima terrestre in un futuro forse non troppo lontano?
Purtroppo vi sono solo molte teorie e poche certezze;attendiamo dalla scienza del clima nuove importante scoperte e risposte che possano rendere più chiara la comprensione e la previsione del clima futuro.
LUCA MAFFEZZONI

L’incredibile inverno Europeo del 1709.

maunder_minimum

PREMESSA:tale articolo è ben lungi dall’essere un’articolo  scientifico in quanto si basa solo su di un’ipotesi possibile presa in considerazione dall’autore.
Per essere definito scientifico necessiterebbe di dati sperimentali e una grande ricerca di archivi storici nonchè dal punto di vista matematico andrebbero considerate le cosidette “condizioni al contorno”di cui l’autore non possiede alcun dato.

LA PEG

La piccola era glaciale(PEG) è un periodo che va dalla metà del 1400 fino alla metà del 1800 in cui ci fu un brusco abbassamento della temperatura che coinvolse l’intero emisfero boreale.
In questo periodo molti ghiacciai si espansero fino a raggiungere i fondi valle e ne nacquero di nuovi la cui estensione raggiunse il culmine intorno alla metà del XIX secolo.
Le cause predominanti di tale era glaciale sono probabilmente da ricercarsi nella diminuzione dell’attività solare e nell’aumento della attività vulcanica che caratterizzò tale periodo.
Inoltre vari indizi confermerebbero che un’ulteriore causa di tale raffreddamento sia da attribuire ad un rallentamento nella circolazione termoalina che avrebbe influenzato in maniera sensibile la Corrente del Golfo.
Tale corrente potrebbe essere stata rallentata dall’immissione di un grande quantitativo di acqua fredda nell’oceano Atlantico settentrionale a causa dello scioglimento dei ghiacci provocato dal rialzo termico verificatosi nel precedente periodo noto come Periodo caldo medievale(Optimum medievale), durante il quale una considerevole parte dei ghiacciai artici e alpini subirono una brusca ritirata.
MINIMO DI MAUNDER
Quest’era glaciale fu caratterizzata da numerosi inverni rigidi ed estati molto più fresche delle attuali raggiungendo il suo culmine durante il MINIMO DI MAUNDER.
Tale è il nome che viene dato al periodo che va dal 1645 al 1715 nel corso del quale si verificarono gli inverni Europei più rigidi degli ultimi 1000 anni.
L’attività solare di cui conosciamo solo gli ultimi 400 anni fece registrare i suoi valori più bassi durante il MINIMO Dì MAUNDER con un numero di macchie solari che andò azzerandosi proprio in quegli anni per poi risalire intorno al 1700.
Un basso numero di macchie solari indica una bassa attività da parte della nostra stella che sicuramente durante tale epoca visse un periodo di spiccata quiescenza inviando meno calore al nostro pianeta.
INVERNO 1709
Fu proprio durante il minimo di Maunder e in particolar modo nei mesi di gennaio e febbraio del 1709 che sull’Europa si abbatte l’inverno più gelido degli ultimi 500 o forse 1000 anni.
Tutto ebbe inizio nel dicembre 1708 quando il freddo si impadronì della Russia portando un gelo inusuale anche per tali regioni. Durante tale periodo iniziò a formarsi sulle pianure della Jacuzia e sulle lande desolate dell’estrema Russia nord orientale un anticiclone siberiano robusto e ben strutturato.
Tale anticiclone insieme al suo mare di aria densa,pellicolare e gelida nella notte del 5 gennaio 1709 irruppe in Europa.
Seguirono circa 60 giorni glaciali e terribili per la maggior parte dell’Europa centrale e mediterranea.
Per circa un mese,dopo tale ondata di gelo la temperatura rimase anche a quote basse,costantemente sotto zero con punte sino oltre i -20°C in molte città Europee.
Restarono escluse da questa incredibile ondata di gelo Islanda e la Groenlandia dell’ovest assieme alla parte orientale della Turchia.
Laddove però questa sfuriata colpi lasciò profonda impressione nei contemporanei e moltissimi sono gli indizi e ricordi presenti in letteratura che si rifanno a tale evento.
In poche ore in tutta Europa gelarono pozzi,fiumi e laghi e le navi rimasero intrappolate nei porti circondate dai ghiacci e persino in Portogallo, a Lisbona ghiacciò la foce del fiume Tago.
Peggio andò alle città del centro Europa dove per oltre un mese le vie di comunicazione rimasero chiuse e le temperature notturne oscillavano tra i -30 e -40°C
A fine mese vi fu una timida risalita delle temperature,ma ad inizio Febbraio il gelo ritornò anche se non ai livelli precedenti .Continuò anche a marzo e ad aprile nelle regioni del nord dove si registrarono gelate sino nel mese di luglio.
IN ITALIA
Nel nostro Paese il vento polare arrivò sotto forma di bora e tramontana a spazzare le coste orientali italiane nella notte dell’Epifania facendo crollare le temperature e congelando in poche ore tutti i canali della laguna Veneta.
Nei tre giorni successivi su tutto il Nord e parte del centro nevicò incessantemente e le strade nonché altre vie di comunicazione si resero impercorribili e i trasporti furono costretti a fermarsi.
A Roma tra il 6 e 24 gennaio nevicò 10 volte e in pianura Padana si raggiunse il metro e mezzo di neve.
Molti fiumi come l’Adige e il Po’ gelarono a tal punto che potevano essere utilizzati come vie di comunicazione per cavalli e carri.
Nelle campagne le piante vennero letteralmente seccate dal gelo e furono danneggiati irrimediabilmente interi ettari di Ulivi e piante da frutto che perirono di fronte a temperature che in certi casi si portarono vicino ai -40°C portando persino il Lago di Garda a ghiacciarsi ed essere percorribile da carri e cavalli.
Tale morsa del gelo proveniente da Est strinse l’intera penisola sotto una vera cupola di ghiaccio dove persino i porti come Genova e Livorno furono bloccati a causa del ghiaccio e delle forti mareggiate.
La durata dell’evento non fu meno della sua intensità e per oltre un mese quasi ogni via di comunicazione rimase impraticabile ed insieme agli scarsi raccolti dell’estate precedente e ai prezzi dei generi alimentari che schizzarono alle stelle cominciò ad affacciarsi l’incubo della carestia e le morti furono a migliaia nel paese.

CONSEGUENZE E BILANCI DI TALE EVENTO

L’inverno del 1709 si abbatté come un flagello sulle popolazioni dell’Europa Occidentale;un’ondata di freddo mai vista a memoria d’uomo e mai più ripetutasi in quelle proporzioni nei successivi tre secoli.
Il prezzo da pagare fu altissimo; la maggior parte delle riserve alimentari andò consumata e ben presto ne seguì una forte carestia che assieme alle malattie bronco-polmonari dovute al gelo che si trasformarono in epidemie portò ad un bilancio di morti finale spaventoso.
Alla fine si contarono più di un milione di morti in tutta Europa e una drastica diminuzione nel numero delle nascite che furono causa della lenta ripresa demografica dei decenni successivi.

CAUSE E DESCRIZIONE DEL FENOMENO DAL PUNTO DI VISTA METEO-CLIMATICO
Pare ovvio che durante l’epoca in cui avvenne l’evento non si avessero ne strumenti in grado di prevedere o riprodurre tramite carte meteorologiche topografie assolute di isobare o isoipse e ne si fosse a conoscenza degli importanti indici teleconnettivi che influenzano il clima a livello planetario.
Gli unici dati che ci provengono da quel periodo sono le temperature registrate nelle varie città Europee durante tutte le giornate in cui perdurò l’ondata di gelo.
Cerchiamo dunque eventi più recenti e scientificamente meglio documentati in cui le temperature sull’Europa centrale siano paragonabili a quelle di quell’epoca e in tal modo saremo in grado tramite il confronto di ricostruire il possibile quadro barico sull’Europa durante il periodo in cui si manifestò tale evento.
Ciò che balza subito all’occhio sono in particolare 3 inverni del secolo scorso durante i quali su gran parte dell’Europa si scagliarono 3 ondate di gelo di notevole intensità che sono rispettivamente quella del febbraio 1929,febbraio 1956 e gennaio 1985 che fu la più intensa per quanto riguarda l’Italia dove si raggiunsero temperature simili (ma comunque distanti) rispetto al gennaio 1709.
Possiamo notare come durante tutti e 3 gli eventi la figura barica che ha portato il gelo sull’Europa occidentale sia stato l’arrivo dell’Anticiclone Russo Siberiano;un centro di alta pressione di origine termica che si forma per irraggiamento e staziona durante i mesi invernali sulle sconfinate pianure della Russia nord Orientale ove le temperature possono scendere ben oltre i 60°C al di sotto dello zero e il cui bordo occidentale grazie ad alcune particolari situazioni sinottiche può come nei tre casi citati distendersi e fluire insieme alle sue gelide correnti fin sull’Europa centrale e meridionale.
Siccome i tre eventi hanno cause simili e quindi dinamiche simili basterà prenderne uno in esame e in particolare il più recente per poter capire e risalire ad una carta dei geopotenziali che mi descriva il quadro barico presente sull’Europa durante il gennaio del 1709.
Cosa accadde dunque durante il gennaio del 1985 di simile a ciò che avvenne nello stesso mese nel 1709?
In prima battuta possiamo affermare con estrema certezza che nei giorni precedenti alle ondate di gelo delle 2 annate l’Anticiclone delle Azzorre si sia spinto tramite moto meridiano verso più alte latitudini fino a raggiungere il territorio Islandese facendo scorrere sul proprio bordo più orientale masse artico-russe molto fredde che si diressero e colpirono prima l’Europa centrale e poi l’Italia.

Mappa geopotenziale riassuntiva a 850hPa dei giorni 7-8-9 gennaio 1985 sull’Europa

Mappa geopotenziale riassuntiva a 850hPa dei giorni 7-8-9 gennaio 1985 sull’Europa

Nei giorni successivi durante l’evento del 1985 il centro di alta pressione si espanse fino a raggiungere i paesi scandinavi ed in particolare la Norvegia e la Svezia andando cosi a dare vita alla configurazione cosiddetta SCAND + che fu foriera di correnti gelide continentali prelevate direttamente dal continente russo che attratte appunto dall’alta pressione Scandinava si riversarono su tutto il continente centro Europeo facendo crollare le temperature.

 

Mappa geopotenziale riassuntiva dei giorni 11-12-13-14 Gennaio 1985. Si può osservare l'Anticiclone Scandinavo che risucchia masse di aria fredda continentale direttamente dalla russia convogliandole verso il centro Europa

Mappa geopotenziale riassuntiva dei giorni 11-12-13-14 Gennaio 1985. Si può osservare l’Anticiclone Scandinavo che risucchia masse di aria fredda continentale direttamente dalla russia convogliandole verso il centro Europa

I dati riguardanti le temperature minime e massime giornaliere delle principali città scandinave durante la seconda parte dell’evento del 1709 fanno presupporre che anche in quel caso molto probabilmente si verificò la stessa configurazione barica in quanto le temperature registrate nelle città nordiche erano di gran lunga maggiori rispetto alle gelide punte che si toccarono nel resto dell’Europa centrale e Meridionale.
Ecco quindi che masse d’aria fredde da Est e la formazione concomitante di minimi barici sul mare di Corsica furono il mix letale che in tutti e due gli eventi considerati portò copiose nevicate su quasi tutto il territorio Italiano.
L’unica differenza che caratterizzò l’evento del 1709 rispetto a quello dell’inverno del 1985 fu probabilmente una maggiore pervasività dell’Anticiclone Delle Azzorre alle alte latitudini che convogliò masse d’aria ancora più gelide provenienti dalle steppe russe sull’intero vecchio continente escluso Islanda,scozia e comparto Scandinavo.

BIBLIOGRAFIA:
http://www.wikipedia.it
http://www.meteogiornale.it
http://www.eventiestremiedisastri.it
http://www.esrl.noaa.gov/psd/data/composites/day/
http://www.meteogiuliacci.it
R.Finzi :Le meteore ed il frumento. Clima agricoltura meteorologia a Bologna nel 700,Milano(1986)
Luca.M:Che tempo che farà. Breve storia del clima con uno sguardo al futuro,Milano(2009)

The new report confirm the global warming!

Was presented  the report of 2013 by the IPCC(’Intergovernmental Panel for Climate Change)
The results of this study,fruit of work of more than one hundred scientist from all over the world is clearer:the global temperature continues to increase and the activities of the man is responsible of this.
The global temperature from 1870 was increase about 0,78°C.
The last three decades were the more hot than the older decades.
New-IPCC-report-disproves-its-own-predictions-on-global-warming
The glaciers every year are losing mass and the ice cover of Artide is decreasing.
The key element of this increase of temperature is the CO2 that increase over the 40% compared to 1750!
It’s probabily that the human activities were the cause  of  at least of half increase of global temperature.
From 1750 to 2011 the antropogenic emissions have released about 545Giga Ton of CO in the atmosphere!
The projections for the future based on matematicals models shows another increase of global warming in many region of the world.
To stop this phenomenon is important that now are taken quickly restrictive measure about the CO2 emissions!

The glaciers of greenland are over a hot pan

groenlandia_3011

The glaciers of Greenland are continually losing volume and extension.
But now the cause is not only of the global warming!
In fact, according to a recent study published on nature geoscience carried by an international researchers group,the ice does not melt only above but also from below from the heat of the earth in this region.
About the data collected the glacier-cap decreases every years even 227 tonn/years,
This discovery will have an important role in the future,specially into the prediction of climate models.